Scuola di Merletto

Nella memoria della comunità locale la lavorazione dei merletti a fuselli e non solo, rappresenta un’attività diffusa nel forlivese e in tutta l’Emilia Romagna fin dai secoli passati.

Informazioni utili

Per approfondire

La citazione di merletti d’oro che adornano abiti femminili, si riscontra in un inventario del 1580; altra testimonianza sono dipinti e sculture presenti sul nostro territorio non solo di soggetto sacro ma anche ritrattistica di personaggi locali, però non è possibile risalire all’origine del merletto nella nostra regione. La sua presenza e diffusione sono testimoniate dai numerosi conventi, educandati e opere pie, veicoli d’insegnamento e trasmissione dell’arte del merletto. Nel XIX secolo in Romagna, alle comunità religiose si affiancano le prime scuole laiche private e pubbliche. A Coccolia (tra Forlì e Ravenna) nel 1887 sorge una scuola-laboratorio di tombolo con lo scopo di migliorare la condizione delle donne dei ceti più poveri, mentre una delle prime scuole laiche d’istruzione di grado superiore femminile in Italia, nasce a Forlì nella seconda metà dell’800. Nei suoi programmi d’insegnamento sono contemplate anche le “trine di ogni sorte” (fuselli, ago, modano, macramè, ferri, uncinetto, chiacchierino) i modelli utilizzati sono quelli classici e di moda alla fine del XIX secolo. La scuola subisce evoluzioni e trasformazioni ma continua a formare numerose allieve del forlivese e zone limitrofe che imparano con profitto anche le varie tecniche del merletto. È negli anni ‘50, che l’I.T.F. “Giorgina Saffi”, grazie alla particolare impronta data dalle insegnanti di trine e di disegno si caratterizza anche per la produzione di un merletto originale: l’elaborazione di disegni nuovi e l’utilizzo di filati colorati o metallici porta alla peculiarità del nostro merletto. Ulteriore sviluppo a questa linea innovativa si è avuto grazie anche all’I.P.F. “Melozzo da Forlì” con i corsi di specializzazione presso la Sezione di Arti Applicate all’Arredamento. La nostra ricerca sul territorio ci ha portato a documentare disegni e lavori provenienti dalle suddette scuole. Dal 1982 si è ripreso l’insegnamento del merletto grazie all’iniziativa privata e poi con la costituzione dell’Associazione Culturale che si prodiga da oltre quarant’anni, alla salvaguardia e diffusione del merletto. Il merletto che più caratterizza il nostro “saper fare”, è il merletto a fuselli che con l’impiego di filati diversi e colorati non solo cotone, lino ma anche metallici (oro, argento, bronzo, rame) lana, seta, con pazienza e dedizione, consente di ottenere effetti pittorici unici per creazioni più attuali delineandone la tipicità. Per quanto riguarda il repertorio iconografico, si utilizzano o elaborano vecchi disegni della tradizione consolidati nel tempo nel loro classico uso: biancheria personale, per la casa o per l’abbigliamento mentre quelli più attuali e complessi, che prevedono progetti specifici, appropriati, esigono da parte d’insegnanti e allieve un impegno costante nella ricerca e nello studio affinché il merletto, da gradevole e decorativo prodotto artigianale, raggiunga veri e propri livelli artistici quando traduce in forme moderne sia capolavori del passato sia progetti di artisti contemporanei anche locali. L’Associazione Culturale “Fili e Spilli” Scuola di merletto di Forlì e Meldola è nata con lo scopo di far riscoprire il merletto come artigianato di alto livello e per far sì che non se ne disperda “il saper fare”. Il Gruppo è sorto a seguito dell’interesse suscitato fin dal 1982 dall’iniziativa di Bruna Valentini di creare a Meldola (FC) una scuola di merletto principalmente rivolta alle bambine di età scolare, nell’ambito del Centro Arte e Studio la “Rocca”. Successivamente la fondatrice della scuola ha costituito anche a Forlì un gruppo affiatato di appassionate che si è costituito a

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