Il cammino sulle orme del Santo Marino
Le tracce di un Fondatore
La vita quotidiana con la pluralità degli impegni e delle relazioni impedisce spesso la possibilità di scendere nella propria interiorità e conoscersi davvero. Proprio per questo seguire le orme di una Santo – che fu anche, per disposizione divina, fondatore di uno Stato – offre la possibilità di uno sviluppo passando dall’instabilità alla solidità.
Il viaggio, per la tradizione giudaico cristiana, è metafora di una trasformazione. Al cammino esteriore, corrisponde un cammino interiore, più profondo.
Sulle orme del Santo Marino
€ 16,00
Acquistabile presso Ufficio Informazioni Turistiche San Marino
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PRIMA TAPPA
Andare verso se stessi!
Da Arbe-Rimini a Poggio Torriana
#1 ARBE
La partenza: il mare
Marino lascia Arbe per motivi poco noti, certamente per un’instabilità lavorativa, e probabilmente per una situazione politica dolorosa che implicava la persecuzione delle minoranze, nel caso di Marino – come ancora in molte parti del mondo – quella cristiana.
Così il nostro percorso partendo dal mare, dalle coste di Rimini, viene a configurarsi come il luogo dove si prende coscienza della propria frammentazione interiore, della propria instabilità, delle incertezze sul futuro.
#2 RIMINI
Luogo di inizio cammino
Secondo un antico scritto leggendario (Xsec) Marino dall’isola di Arbe, Dalmazia, arriva a Rimini nel 257 con il compagno Leo per lavorare, come tagliatore di pietre, al ripristino delle mura difensive del borgo.
#3 POGGIO BERNI
Antica immagine di San Marino
Per edificare una città, una comunità, persino una famiglia, occorre salire verso l’alto. Anche san Marino da Rimini fu costretto, per lavoro, a salire in cerca della pietra. Il passaggio del Santo è attestato da un affresco, presente nella chiesa di Poggio Torriana, raffigurante una delle più antiche immagini di Marino.
SECONDA TAPPA
Un cammino di libertà
Da Poggio Torriana alla città di San Marino
#4 ACQUAVIVA
Il fonte: luogo dove San Marino battezzava
Secondo la tradizione Marino fu, nei confronti dei suoi compagni scalpellini, fedele e generoso. Grazie all’esempio offerto dalla sua amicizia con Leone, seppe portare molti entro un cammino di verità e libertà.
Il battesimo è essere sepolti nelle acque per emergere a vita nuova. Una vita è nuova quando è libera da legami che potevano soffocarla; dunque il battesimo esprime anzitutto un cammino di libertà.
Il battesimo è essere sepolti nelle acque per emergere a vita nuova. Una vita è nuova quando è libera da legami che potevano soffocarla; dunque il battesimo esprime anzitutto un cammino di libertà.
#5 BALDASSERONA
Primo giaciglio del Santo Marino
Marino e Leo dopo qualche tempo dall’arrivo ad Ariminum si ritirarono sul Titano per estrarre pietra. Vi rimasero 3 anni.
La Baldasserona, località del Titano in cui si fermò per la prima volta il Santo. Nella rupe si trova infatti una grossa fenditura ritenuta il primo rifugio del fondatore di San Marino.
Proprio in questo punto ebbe inizio la storia dei Sammarinesi.
La Baldasserona, località del Titano in cui si fermò per la prima volta il Santo. Nella rupe si trova infatti una grossa fenditura ritenuta il primo rifugio del fondatore di San Marino.
Proprio in questo punto ebbe inizio la storia dei Sammarinesi.
#6 SAN MARINO CITTÀ
Porta del Paese
Giunti alle porte della città s’incontrano luoghi che raccontano la storia dello Stato e la sua lotta per la libertà e l’indipendenza.
Sono luoghi segnati dalla presenza dei Santi: san Francesco anzitutto, poi san Quirino e sant’Agata, patroni della Repubblica.
#7 IL PALAZZO PUBBLICO
Liberi da tutti i poteri
Il Palazzo pubblico è simbolo del motto attribuito a san Marino proprio sul letto di morte:
Relinquo vos liberos ab utroque homine» ovvero: «Vi lascio liberi da entrambi gli uomini»;
inteso comunemente come «vi lascio liberi da tutti i poteri» e, pertanto, più disponibili a gesti di fratellanza.
Relinquo vos liberos ab utroque homine» ovvero: «Vi lascio liberi da entrambi gli uomini»;
inteso comunemente come «vi lascio liberi da tutti i poteri» e, pertanto, più disponibili a gesti di fratellanza.
TERZA TAPPA
Amicizia e Comunione
Da San Marino a San Leo
#8 PIEVE E SACELLO DI SAN PIETRO
I giaciglio di San Marino e San Leo
Dove sorge oggi la Pieve, o Basilica del Santo, si verificarono gli eventi più noti della vita di Marino: le minacce di Verissimo e la misteriosa morte dello stesso; la preghiera della madre di Verissimo, Donna Felicissima; la risurrezione del Figlio per l’intercessione di Marino e il conseguente dono del monte Titano, da parte di Felicissima.
San Marino edificò qui il sacello dedicato a San Pietro.
San Marino edificò qui il sacello dedicato a San Pietro.
#9 LE TORRI
Dalle tempeste della vita alla sicurezza di un monte divino
Il monte dato in dono a Marino culmina con 3 speroni di roccia che, col tempo, divennero le inconfondibili tre torri, simbolo della Repubblica. Tre, numero del divino; tre come il Mistero trinitario, segno della pienezza della rivelazione divina.
In questa prima fase del viaggio si raggiunge già un traguardo fondamentale: andando verso la verità di sé, si percorre un cammino di libertà e ci si scopre accompagnati da un’esperienza di comunione umana e spirituale.
#10 SASSOFELTRIO
Affinarsi nel discernimento tra bene e male
Dopo aver raggiunto le vette del Titano si ridiscende verso la valle del fiume Conca, luogo di confine fra San Marino e l’Italia, fra il territorio romagnolo e quello marchigiano.
In località Sant’Anastasio, vi è una nota sorgente di acque sulfuree e alcaline, la Fonte del Beato Alberico, dove da un lato esce acqua normale dall’altro esce acqua sulfurea.
La leggenda vuole che questa doppia uscita di acqua rappresenti la lotta insita nel mondo tra bene e male.
La leggenda vuole che questa doppia uscita di acqua rappresenti la lotta insita nel mondo tra bene e male.
#11 ROCCA SAN LEO
Discernere la vera amicizia
La rocca di San Leo è al culmine della terza tappa e celebra l’amicizia fra due santi i quali, dopo aver condiviso le fatiche lavorative e gli impegni della fede, scelsero due luoghi diversi per vivere e giungere al compimento del proprio destino.
Un’amicizia vera rilancia, non chiude, non ristagna, ma un’amicizia così non si improvvisa, non è spontanea, richiede una preparazione, un’ascesi e un lavoro. L’asprezza della rocca leonina rende in modo plastico la necessità di lasciarsi plasmare dalle difficoltà della vita.
QUARTA TAPPA
La Missione e la Pace
Da San Leo a Pennabilli
#12 PUGLIANO
La Madonna e la Fiera
Dai monti di San Marino e san Leo si ridiscende verso i luoghi pianeggianti dove è possibile l’incontro fra gli uomini e lo scambio delle esperienze acquisite.
Due caratteristiche sono associate a questo luogo. La prima, tanto forte da dare il nome al luogo (Madonna di Pugliano), è la presenza di un’immagine mariana qui pervenuta in modo misterioso.
La seconda caratteristica è la fiera di compravendita di bestiame che si svolge a Pugliano da oltre un secolo e segna un’area di scambio e di dialogo fra Romagnoli, Marchigiani, Umbri e Toscani.
Due caratteristiche sono associate a questo luogo. La prima, tanto forte da dare il nome al luogo (Madonna di Pugliano), è la presenza di un’immagine mariana qui pervenuta in modo misterioso.
La seconda caratteristica è la fiera di compravendita di bestiame che si svolge a Pugliano da oltre un secolo e segna un’area di scambio e di dialogo fra Romagnoli, Marchigiani, Umbri e Toscani.
#13 SOANNE
Prepararsi alla Missione
Per quanto piccolo, (140 abitanti) il paese di Soanne possiede dal punto di vista geografico e storico un ruolo altamente simbolico. Qui il cammino di san Marino s’intreccia con il cammino di San Francesco, la cui predicazione e il cui esempio, ha lasciato in tutto il Montefeltro una traccia profonda e duratura.
#14 PENNABILLI
Ultima tappa del cammino
Il nome è originato da due toponimi: le comunità di “Penna” e “Billi” (l'uno derivante dal latino Pinna cioè vetta, punta; l'altro da Bilia, cima tra gli alberi), che fanno riferimento alla caratteristica conformazione dei due colli.
I due borghi, diventate nel 1350 liberi comuni, decisero di fondersi in un’unica comunità sancendo un patto con la pietra della Pace, visibile ancor oggi nei pressi della piazza principale della città.
I due borghi, diventate nel 1350 liberi comuni, decisero di fondersi in un’unica comunità sancendo un patto con la pietra della Pace, visibile ancor oggi nei pressi della piazza principale della città.
